L'Arminuta - (Giuseppe Bonito, 2021) - Recensione - Con Sofia Fiore, Carlotta De Leonardis, Vanessa Scalera, Fabrizio Ferracane
Anni '60
Senza un comprensibile motivo, una ragazzina di 13 anni viene accompagnata dal nervoso padre adottivo da pescara dove abitava ad una localita' di campagna nel profondo Abruzzo.
Li' vive (o, per meglio dire, sopravvive) la sua vera famiglia, che lei non sapeva neanche ci fosse.
Una famiglia di bassa cultura con numerosi figli, piuttosto indigente, una madre rassegnata e un padre violento.
Per la ragazzina, abituata alla vita agiata della famiglia adottiva con la quale aveva da sempre vissuto, e' un duro colpo, difficile da accettare. Per questo continuera' a ricercare la madre adottiva e i perche' dell'abbandono.
"L'arminuta" e' un film tratto dall'omonimo noto romanzo di Donatella di Pietrantonio, vincitore del premio Campiello 1017.
Per i non abruzzesi, arminuta significa, in dialetto, "ritornata".
Il regista Giuseppe Bonito ne fa un lungometraggio accurato e rigoroso, grazie anche alle ottime prove degli interpreti.
Direi fin troppo rigoroso: spesso i dialoghi nella parlata abruzzese risultano incomprensibili, e di questo ne avrei fatto volentieri a meno
Voto: 8/10
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