Veloce come il vento - (Matteo Rovere, 2016) - Recensione - Con Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli
La diciassettenne romagnola Giulia e' una giovanissima pilota. Gareggia nel campionato italiano GT, guidata e allenata dal padre, appassionato di motori e proprietario di una minuscola squadra corse a livello famigliare.
Per sostenere le spese, ha dovuto accettare finanziamenti da un imprenditore con pochi scrupoli, che si prendera' la cascina-casa-officina se Giulia non vincera' il torneo.
Alla morte improvvisa del padre si fa vivo il fratello Loris, che Giulia non vede da 10 anni.
Ex talentuoso e spericolato pilota da rally caduto nel tunnel della droga, vive in una roulotte con la sua compagna, tossicodipendente terminale.
Giulia, rimasta sola con il fratellino di 10 anni, e' costretta suo malgrado ad accettare la presenza di Loris, unico maggiorenne in casa, per evitare di ricorrere all'assistenza sociale.
Conosciuta la situazione della possibile perdita della casa, Loris si propone di allenare Giulia in un modo del tutto personale, ma che raggiunge il risultato di rendere la ragazza sempre piu' competitiva.
Peccato che le mattane del fratellone (spesso sotto effetto di stupefacenti) porranno non pochi problemi alla barcollante famiglia...
Anche se "Veloce come il vento" parrebbe una storia del tutto inventata, in realta' e' liberamente tratta (o forse meglio dire dedicata) alla controversa vicenda del pilota di rally Carlo Capone.
Il film e' ottimamente diretto e scritto da Matteo Rovere, con una sceneggiatura interessante, (quasi) mai banale e un ritmo sostenutissimo.
Bravi gli interpreti, in particolare Matilda De Angelis e, al limite dell'eccessivo, Stefano Accorsi.
Voto: 8/10
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