Figlia mia - (Laura Bispuri, 2018) - Recensione - Con Valeria Golino, Alba Rohrwacher, Sara Casu, Michele Carboni, Udo Kier
Vittoria e' una bambina di 10 anni dai vistosi capelli rossi.
Timida e mobbizzata dalle compagne, Vittoria e' stata cresciuta da Tina, che vive per lei e non vede o non vuole vedere le sue difficolta' con le compagne.
La sua vera madre e' Angelica, una ragazza un po' border line, dedita all'alcol e agli uomini che frequentano il bar del paese sardo dove abita, che considera "fidanzati".
Angelica aveva abbandonato sua figlia subito dopo il parto. La giudicava e la giudica "brutta e poco intelligente".
Su suggerimento del marito, Tina fa conoscere Angelica a Vittoria, senza dirle che e' la vera madre.
Nonostante il comportamento rude che Angelica ha nei confronti della figlia, quest'ultima e' attratta da lei, e intuisce che e' la vera madre, entrando in conflitto con Tina...
"Figlia mia" e' un film scritto e diretto da Laura Bispuri, al suo secondo lungometraggio.
Un lavoro sul significato della maternita', biologica o adottiva, viste in un contesto piuttosto particolare (troppo?) non facilmente riconoscibile.
Non aiuta l'audio, registrato con la (per me) famigerata presa diretta. I rumori di fondo coprono troppo spesso i dialoghi, non infrequentemente "sussurrati".
A parte l'intellegibilita' del parlato, le protagoniste del film (Valeria Golino e Alba Rohrwacher) sono brave come al solito, ma la migliore risulta la piccola Vittoria, interpretata in modo impressionantemente efficace da Sara Casu.
Bella la colonna sonora, di Nando Di Cosimo.
Voto: 7/10
/image%2F1103575%2F20220321%2Fob_8b9aa3_02-figlia-mia-kqrd-835x437-ilsole24or.jpg)