Mondocane - (Alessandro Celli, 2021) - Recensione - Con Dennis Protopapa, Giuliano Soprano, Alessandro Borghi, Barbara Ronchi, Ludovica Nasti
In un futuro non lontano, quando in Italia e' successo qualcosa di imprecisato ma grave (Roma non e' piu' la capitale), Taranto e' divisa in due parti. La Taranto vecchia, prossima all'acciaieria, abitata da straccioni e criminali, e la Taranto "nuova", pulita, quasi patinata e apparentemente benestante.
Nella Taranto reietta abitano due ragazzini senza famiglia, malamente accuditi e sfruttati da un vecchio pescatore che odiano.
Quando il vecchio muore, i due riescono a entrare in una nutrita banda di delinquenti, perlopiu' ragazzini come loro.
Sono "Le Formiche". Il capo, "Testacalda" e' un trentenne che ha su di loro un notevole potere carismatico.
Organizzano sanguinose rapine prendendosi gioco delle poche forze di polizia che tentano di arginare le loro violenze...
"Mondocane" e' una notevole opera prima di Alessandro Celli.
Un film non comune nel panorama italiano che sembra aprire una nuova e originale strada al cinema di qualita'.
I temi trattati, non ultimo quello della delinquenza giovanile, appaiono purtroppo piu' che credibili.
Sorprendente la fotografia, di Giuseppe Maio, dai colori "malati" cosi' come la societa' descritta.
Buona la recitazione, con Alessandro Borghi a suo agio nei panni del capobanda carismatico.
Voto: 8/10
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