Due piccoli italiani - (Paolo Sassanelli, 2018) - Recensione - Con Paolo Sassanelli, Francesco Colella, Rian Gerritsen, Marit Nissen, Kenneth Herdigein
Salvatore e' addetto alle pulizie in un centro di riabilitazione per persone con malattie mentali.
Ha qualche problema di tipo sessuale e teme di avere commesso un grave crimine.
Felice, ospite del centro, ha un livello intellettuale paragonabile a quello di un bambino di 7 anni. Desidera fortemente andare a ritrovare sua madre, olandese.
Per questi (diversi) motivi i due decidono di fuggire dalla terra di Puglia per andare verso il nord Europa, prima in Olanda, dove incontrano la simpaticamente corpulenta Anke, factotum di una prostituta, con la quale Salvatore pensa di risolvere il suo problema, e poi in Islanda, collezionando una serie di (dis)avventure tragicomiche.
Le parti piu' interessanti del film, opera prima di Paolo Sassanelli (Salvatore), stanno nelle descrizioni dei luoghi e delle situazioni che trovano nei paesi nordici, curiosi ambienti assai lontani dal vivere italico.
Molto piu' tradizionale e' il comportamento dei due protagonisti, non esente dai soliti luoghi comuni triti e ritriti del cinema italiano.
Il personaggio di Felice, che vorrebbe suscitare tenerezza, finisce per risultare un po' stucchevole.
Voto: 6/10
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