Atlas - (Niccolò Castelli, 2021) - recensione - Con Matilda De Angelis, Helmi Dridi, Nicola Perot, Irene Casagrande, Anna Manuelli
Allegra e' una ragazza di Lugano che ama, nel tempo libero, scalare le montagne attorno alla citta'.
Lo fa in compagnia del suo ragazzo e un'altra coppia di amici.
Decidono di concedersi una impresa lontano dalla Svizzera, in Africa. L'obiettivo e' la vetta piu' alta della catena montuosa Atlas (Atlante), dalla quale "si vede il mare".
Ma in Marocco saranno vittime di un attentato. Si salvera' solo Allegra, che di quel momento ricorda un ragazzo che si allontana dal luogo dove avverra' l'esplosione con sulle spalle una particolare chitarra nordafricana, l'Oud.
Allegra dovra' affrontare un lungo periodo di riabilitazione, non solo fisica...
"Atlas" e' un bel film del regista svizzero Niccolò Castelli. Un film sul superamento del dolore (in tutti i sensi) e sui pregiudizi.
La narrazione avviene con una sequenza temporale non lineare molto ben fatta, che fa scoprire la vicenda a poco a poco.
Ottimamente girato e recitato, il film trova nella bravissima protagonista Matilda De Angelis l'interprete ideale per quel personaggio.
Voto: 8/10
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