Una storia senza nome - (Roberto Andò, 2018) - Recensione - Con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Jerzy Skolimowski, Antonio Catania
Lo sceneggiatore in crisi creativa Alessandro (ammesso che abbia mai creato qualcosa) si avvale da sempre, per la scrittura dei suoi soggetti, della segretaria della casa di produzione Valeria.
Pressato dal nuovo finanziatore, Alessandro chiede a Valeria di fare presto per un nuovo soggetto.
La storia da sceneggiare le verra' suggerita da un misterioso ex investigatore che le propone di scrivere la vicenda che ruota attorno al furto del dipinto di Caravaggio "la Nativita'"avvenuto a Napoli nel 1969.
Anche in questo caso, Valeria non dovra' apparire come autrice. Poiche' il furto e' stato opera della mafia, un film sull'argomento non sara' privo di rischi...
"Una storia senza nome", scritto e diretto da Roberto Ando', e' effettivamente basato sulla storia vera del furto di quel dipinto di Caravaggio, ancora oggi non ritrovato.
La sua sceneggiatura, piuttosto complessa, con personaggi che (troppo) spesso non sono quello che sembrano o nascondono la loro vera identita', non facilita la lettura della vicenda, che per altri versi mi e' sembrata svilupparsi in modo piuttosto piatto e recitata in modo corretto ma non particolarmente convincente.
Voto: 7/10
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