Mandibules - Due uomini e una mosca - (Quentin Dupieux, 2020) - Recensione - Con Grégoire Ludig, David Marsais, Adèle Exarchopoulos, India Hair, Roméo Elvis
Jean-Gab e Manu, due spiantatissimi amici caratterizzati da una intelligenza assai carente, devono compiere un lavoro semplice semplice che gli avrebbe fruttato 500 euro. Portare una valigetta da un punto A ad un punto B senza aprirla.
Per farlo necessitano di una automobile. Dedito a piccole illegalita' per sopravvivere, Manu non trova di meglio che rubare la prima scassatissima auto con la portiera aperta che incontra lungo la strada.
Con un certo stupore (ma neanche tanto) scoprono che il forte ronzio che sentono provenire dal bagagliaio dell'autovettura appartiene a una enorme mosca di una cinquantina di Kg.
Jean-Gab e' convinto di poterla ammaestrare, e guadagnare cosi' molti soldi usandola come se fosse un drone. Incredibilmente, i suoi sforzi volti ad ammaestrare il tutto sommato simpatico moscone sembrano ottenere qualche risultato...
"Mandibules - Due uomini e una mosca" (la seconda parte del titolo, evitabile, e' solo nell'edizione italiana) e' un sorprendente divertissment giocato su situazioni assurde o al limite dell'assurdo e al limite del demenziale (pur non raggiungendolo, fortunatamente).
Un breve episodio che racconta di due personaggi perdenti ma felicemente incuranti di esserlo.
Stranamente "pallida" la fotografia, con colori poco saturi.
Il doppiaggio e' parso piuttosto scadente, in particolare quello dei due protagonisti (dalla tonalita' esageratamente imbecille) e quello della ragazza con disturbi psichici dovuti ad una caduta che non puo' fare a meno di urlare (in modo irritante) quando parla.
Voto: 7/10
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