I profumi di Madame Walberg - (Grégory Magne, 2020) - Recensione - Con Emmanuelle Devos, Grégory Montel, Gustave Kervern, Sergi López, Zelie Rixhon
Madame Walberg e' una donna (signorina, come di solito preferisce farsi chiamare) con una eccezionale abilita' a sentire i profumi. E' lei la creatrice del profumo J''Adore di Christian Dior.
RIservata, dura e poco incline a relazionarsi con gli altri, vive con il segreto timore di perdere l'olfatto, evento peraltro gia' capitatole una volta.
Guillaume Favre e' uno chaffeur divorziato e padre di una ragazzina di 10 anni. Vive in un monolocale considerato dal giudice troppo piccolo da poter ospitare saltuariamente la figlia, come vorrebbe.
La sua spada di Damocle riguarda i 3 soli punti che gli rimangono prima del ritiro della patente, dato che e' solito incappare in contravvenzioni.
Madame Walberg nei suoi spostamenti di lavoro si appoggia alla compagnia di noleggio con conducente dove lavora Guillame, ma il suo carattere non facile e il suo atteggiamento maniacale ha fatto si che alcuni chaffeur rinuncino a lavorare per lei. Il padrone dell'agenzia, con una certa riluttanza, affida quindi a Guillome la "signorina".
Dopo una prima volta apparentemente contrastata, inaspettatamente Guillame diventa lo chaffeur preferito della Walberg che riesce anche a scovare in lui sorprendenti doti di "naso"...
"I profumi di Madame Walberg" e' un bel film scritto e diretto da Grégory Magne, ispirato alla storia della vera ideatrice della fragranza j'Adore.
Leggero ma non banale, nel film vengono tratteggiate con grazia, misura e competenza gli aspetti psicologici dei vari personaggi, che offrono interpretazioni di rilievo.
Notevole anche la colonna sonora, di Gaëtan Roussel.
Voto: 8/10
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