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Come pietra paziente - (Atiq Rahimi, 2012) - Recensione - Con Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan

petardo

 

Afghanistan, anni 2000.

In una povera e malandata abitazione di una citta' devastata dalla guerra vive una giovane donna e le sue due figlie.

Rimasta sola, accudisce, con i limitatissimi mezzi che ha, il marito, in coma dopo una banale lite.

Sara' aiutata dalla zia materna, che scopre lavorare in un bordello dove ricoverera' le figlie, e da un timido soldato, una rarita' tra le brutali milizie (taliban?) che non di rado irrompono nella casa.

Anche il marito era un brutale soldato (eroe?) piu' spesso al fronte che con lei.

La situazione la porta a parlare con il marito immobile e silente confidando tutti i segreti che mai gli avrebbe svelato in condizioni normali, certa come e' che se l'avesse fatto l'avrebbe ammazzata...

 

"Come pietra paziente" e' un film tratto da un romanzo dello stesso regista Atiq Rahimi, afghano naturalizzato francese.

Il titolo si riferisce alla leggenda popolare afghana della "syngué sabour", la pietra magica capace di assorbire i racconti e i segreti delle persone in difficolta' fino a frantumarsi, liberandole in questo modo dal peso del silenzio.

Qui e' il marito che diventa (suo malgrado) la "pietra paziente" per la giovane moglie.

Nonostante sia perlopiu' un monologo della donna, interpretato straordinariamente dalla bella attrice iraniana Golshifteh Farahani, la pellicola rimane estremamente interessante ed efficace nel mostrarci lo spaventoso scenario afghano e la condizione delle donne in quel paese.

 

Voto: 8.5/10

Come pietra paziente - (Atiq Rahimi, 2012) - Recensione - Con Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan
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