Boys - (Davide Ferrario, 2021) - Recensione - Con Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti, Giorgio Tirabassi, Paolo Giangrasso
The Boys erano una band rock che negli anni settanta ebbe un certo successo, fino a quando il bassista, frontmen e compositore del gruppo si suicido'.
Nonostante tutti i componenti la ex band si siano fatti una propria vita lontano dalla musica, si ritrovano ancora oggi a suonare, a livello amatoriale, nel bar del figlio dell'ex bassista, che ha sostituito il padre.
L'occasione per una svolta e un rilancio di notorieta' sarebbe potuta arrivare da uno svalvolato e vacuo rapper che, su indicazione della zia/manager, intendeva fare delle cover dei loro vecchi brani.
L'affare avrebbe anche dei risvolti positivi dal punto di vista economico, il che farebbe comodo quasi a tutti (solo Carlo, il batterista/notaio, ha infatti una florida situazione finanziaria).
Per la firma del contratto, pero', sarvirebbe il consenso di Anita, la ex vocalist, che, per motivi mai chiariti, aveva abbandonato la band da decenni, facendo perdere le sue tracce.
Su un classico pulmino Volkswagen vintage, Carlo, Joe, Giacomo e Bobo partono quindi alla ricerca di Anita...
"Boys" e' un buffo film scritto e diretto da Davide Ferrario che si avvale di un eterogeneo e inusuale cast, come Paolini, Storti e Marcore'.
Melanconicamente divertente, la pellicola funziona, malgrado (o per merito) di alcune situazioni un po' naif.
Le musiche, ispirate a quelle degli anni '70, sono scritte da Mauro Pagani, ma non paiono indimenticabili.
Voto: 7.5/10
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