Uno di famiglia - (Alessio Maria Federici, 2018) - Recensione - Con Pietro Sermonti, Lucia Ocone, Sarah Felberbaum, Moise Curia, Massimo De Lorenzo
Precario e mite, il quarantatreenne ex attore Luca sbarca il lunario dando lezioni di dizione.
Uno degli allievi (probabilmente uno dei pochi che paga) e' il timido Mario, aspirante attore con un accento calabrese che vorrebbe eliminare.
Dopo una di queste lezioni, Luca riesce ad evitare che Mario sia investito da un'auto.
Luca non sa che MarIo, pur non avendone l' "atteggiamento", e' in realta' il rampollo di una potente famiglia 'ndranghetista: i Serrano'.
Lo scampato pericolo e' stato visto dalla terribile zia di Mario, che informa la famiglia.
I Serrano' decidono di "aiutare" Luca, tenendolo sotto la sua ala protettrice, con tutti i vantaggi (e gli svantaggi) del caso.
Tutto sommato, nonostante i timori della fidanzata, questo a lui pare non dispiacere, "vendendosi", poco a poco, a loro...
"Uno di famiglia" e' un film scritto e diretto da Alessio Maria Federici che parla di 'ndrangheta in modo fondamentalmente ironico e leggero (contrariamente ai vari Gomorra).
Una variante che puo' essere quantomeno interessante (e moderatamente divertente) per un film discreto ma, mi pare, con qualche scorrettezza di troppo (probabilmente inutile) come quella del disabile (interpretato a mio avviso in modo fastidioso da Neri Marcore') che non paga a l'affitto a Luca.
Voto: 7/10
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