Io sono Tempesta - (Daniele Luchetti, 2018) - Recensione - Con Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte
Numa Tempesta e' un imprenditore senza scrupoli e "senza fissa dimora", ma che vive in un lussuoso albergo vuoto.
Nonostante i suoi soldi (con i quali non disdegna di comprare tutto e tutti) e lo stuolo di avvocati non riesce ad evitare un anno di lavoro ai servizi sociali per evasione fiscale.
Dovra' accudire un eterogeneo gruppo di senzatetto (pulizia dei bagni compresa) sotto la guida di una assistente sociale dal carattere inusuale.
Il suo piu' grande cruccio causato dalla condanna (e dal conseguente sequestro del passaporto) e' la possibile perdita dei finanziatori di un improbabile grosso affare che intendeva portare avanti: la costruzione di una moderna citta' in una desolata landa del Kazakistan...
"Io sono Tempesta", scritto e diretto da Daniele Luchetti, non mi sembra un film riuscito al 100% a causa di una trama che, pur prendendo spunto da fatti realmente accaduti (non si puo' non ricordare una delle vicende capitate a Silvio Berlusconi) mette assieme troppi ingredienti non sempre sufficientemente omogenei e credibili.
Perfetta l'interpretazione di Giallini nel ruolo del protagonista, interessante quella dell'assistente sociale (Eleonora Danco), meno degni di nota le prove degli altri pur noti interpreti.
Anomala ma tutto sommato riuscita la colonna sonora, di Carlo Crivelli.
Voto: 7/10
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