Il Colibri' - Sandro Veronesi - Recensione
Per riuscire a decidere come recensire questo libro ho tentato di leggerlo una seconda volta, ma mi sono arenata.
Quindi recensisco sulla base della prima lettura, che di solito mi basta, ma questa volta non ne sono sicura.
Vediamo.
E` una storia piena, piena di fatti importanti e assurdita` evidenti, assoluta normalita` presentata come straordinarieta` e assolute stranezze presentate come normali.
Quindi, un po’, spiazza.
E` la storia della vita (intera) di un oculista, ex campioncino di tennis, che si innamora di una che lo ricambia ma questo amore non si “consuma” mai, e va avanti negli anni a forza di lettere e incontri fugaci in cui non succede niente; di una sorella che si suicida a vent’anni; di un padre geniale ma in disparte e una madre con personalita` importante; del fratello che li pianta tutti e se ne va in America (e forse e` quello che fa la cosa piu` giusta); di una moglie dalla psiche instabile; di una figlia che da bambina presenta uno strano problema che cambia la vita alla sua famiglia; di uno psicologo interessante (ma li trova tutti lui?) e di tante altre cose.
Le lettere in cui lui e la sua amata “a distanza” si dicono cose poco interessanti ma sufficientemente confuse.
Un incredibile excursus da indice di manuale di arredo che accompagna il tentativo di vendita della casa dei genitori.
L’amico baro-con-fama-di-porta-sfortuna che forse si merita proprio. La passione esagerata per il gioco d’azzardo.
Incidenti aerei.
Eccetera.
Ovvero, troppa ma proprio troppa roba.
Nascite, morti, amori, passioni, malattie come in qualsiasi famiglia, ma raccontate come se le avessero solo in quella famiglia li`.
Tutti complicati, scioccati perche` non ce n’e` una che vada come dovrebbe, eppure alla fine tutti persone “normali”. Mah.
Scritto bene, ma con l’aggravante degli avvenimenti raccontati in ordine non temporale, cosi` in cima a ogni capitolo c’e` la data e il lettore dapprima si sforza di ricordarsela, poi si accorge che non serve affatto, perche` ogni capitolo e` un episodio a se stante e non e` importante metterlo in relazione al “prima” e “dopo”.
Insomma, non lo so, si legge bene e scorre magnificamente, ma non rimane molto.
A dispetto dei numerosi premi ricevuti, per me e` una lettura balneare, non annoia, e` piena di storie e non lascia (quasi) niente.
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