La ragazza del dipinto - (Amma Asante, 2013) - Recensione - Con Gugu Mbatha-Raw, Tom Wilkinson, Sam Reid, Sarah Gadon, Miranda Richardson
Inghilterra, 1769
Nella ricca e bella casa del Presidente della Corte Suprema William Murray, conte di Mansfield, "irrompe" Dido, una bambina mulatta figlia del capitano della Marina di Sua Maesta' Britannica Sir John Linsday e di una donna di colore, deceduta.
Linsday, nipote di Murray, affida Dido alle cure dello zio e della sua famiglia prima di partire per un'altra missione.
La presenza di una bambina di colore in una famiglia in vista come quella di Murray crea non pochi problemi nell'Inghilterra del tempo, dove lo schiavismo era ancora legale.
Ma Dido e' prima una bambina e poi una ragazza intelligente. Sara' educata come si usava allora nelle famiglie aristocratiche, e leghera' perfettamente con la famiglia di Murray e la cuginetta Elizabeth.
Alla morte del padre, Dido ereditera' una discreta fortuna, che la rendera' anche un buon partito nella societa' razzista e maschilista del tempo.
In questo contesto, si inseriscono i neonati movimenti antischiavisti e il processo del cosiddetto "massacro della Zong", l'eccidio di numerosi schiavi di colore, gettati in mare dalla nave Zong per ricevere i contributi dell'assicurazione, per il quale sara' proprio William Murray a giudicare...
"La ragazza del dipinto" e' la ricostruzione, probabilmente non rigorosa, di due storie vere, quella di Dido, effettivamente rappresentata assieme alla cugina in un dipinto del 1779, commissionato da Murray, e da quella del processo riguardante il massacro della Zong.
L'intreccio che ne deriva, tra gli interessi economici, le rigide regole della societa' del tempo e i movimenti progressisti, determina un quadro complesso e interessante, ben rappresentato, in modo piuttosto classico, dalla regista di origine ghanese Amma Asante.
Voto: 8/10
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