Appunti di un venditore di donne - (Fabio Resinaro, 2020) - Recensione - Con Mario Sgueglia, Miriam Dalmazio, Libero de Rienzo, Paolo Rossi, Francesco Montanari
Milano, 1978.
Bravo, che di "professione" fa cio' che cita il titolo, dopo una notte passata in una sorta di bisca clandestina, esce dal locale assieme all'amico Daytona, reduce da una notevole vittoria in danaro.
Un po' per scommessa, riesce a procurargli una bella ragazza incontrata per caso per passare una notte con lui (dietro lauto compenso).
La ragazza, che in realta' avrebbe apprezzato di piu' Bravo e a cui non e' indifferente, lo ricontattera' per avere altri appuntamenti come quello con Daytona.
Da qui la storia si intreccera' in modo drammatico con altre vicende nelle quali Bravo e' coinvolto, tra politica e malavita, con "sorpresa" finale...
"Appunti di un venditore di donne" e' il primo film tratto (piuttosto fedelmente) da un romanzo di Giorgio Faletti.
Gia' l'omonimo romanzo era piuttosto complesso. Il film, che deve compattare in 2 ore le 400 pagine del libro finisce per essere meno efficace, nonostante la buona prova del regista Fabio Resinaro e degli interpreti, piuttosto noti (Paolo Rossi e Michele Placido, tra gli altri).
Il protagonista e' interpretato da Mario Sgueglia, con una prova buona ma piuttosto scontata e un po' di maniera.
La cosa migliore del film e' sicuramente la ricostruzione della Milano di quegli anni, che conferisce alla pellicola la giusta atmosfera per il noir raccontato.
Voto: 7/10
/image%2F1103575%2F20210626%2Fob_943e1a_maxresdefault.jpg)