Breaking Surface - Trattieni il respiro - (Joachim Hedén, 2020) - Recensione - Con Moa Gammel, Madeleine Martin, Trine Wiggen, Jitse Jonathan Buitnik, Remi Alashkar
Le immersioni subacquee nelle fredde acque dei fiordi norvegesi e' l'hobby preferito di Ida e Tuva, due sorellastre norvegesi, e della loro madre.
Un incidente in una di queste immersioni occorso a Tuva, la piu' giovane delle due ed evidentemente la preferita, provoca la reazione della madre, che accusa del fatto Ida.
Questa vicenda segnera' profondamente la ragazza.
Anni dopo Ida abita con la famiglia in Svezia mentre Tuva lavora ispezionando (pericolosamente) le eliche delle grandi navi.
Si ritrovano un Natale a casa della madre per una nuova immersione in una localita' sperduta (e franosa) della Norvegia.
Avrebbe dovuto partecipare anche la madre, che pero' ha una forte tosse, e rinuncia.
Con bombole e tutto l'equipaggiamento del caso Ida e Tuva si immergono, ma grossi massi che cadono in mare dalla montagna sovrastante il fiordo intrappolano Tuva a 22 metri di profondita'.
Per Ida tentare di liberare la sorella sara' una improba e pericolosa lotta contro il tempo, contro i fantasmi del passato e contro le sfighe a ripetizione che le capitano...
"Breaking Surface - Trattieni il respiro" e' un thriller - action drama ad alta tensione emotiva che il respiro lo fa trattenere anche allo spettatore, oltre che alle atletiche e volitive subacquee protagoniste di questo film completamente al femminile.
Nonostante qualche dubbio sul realismo di alcuni particolari di sceneggiatura, la pellicola si fa apprezzare per l'intensita' dell'azione che coinvolge inevitabilmente i fruitori del film.
Inusuali e affascinanti (quanto agghiaccianti, in tutti i sensi) i luoghi dove il lungometraggio e' stato girato.
Voto: 8/10
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