Vizio di forma - (Paul Thomas Anderson, 2014) - Recensione - Con Joaquin Phoenix, Katherine Waterston, Eric Roberts, Josh Brolin, Benicio Del Toro
Los Angeles, anni '70.
Cos'abbia in comune Doc Sportello con la cultura alternativa dei "figli dei fiori", a parte la sigaretta di erba sempre tra le dita e la conseguente aria strafatta, e' difficile capirlo.
Ma questo e' sufficiente per bollare il fancazzista detective (o pseudo tale) come hippy comunista e quindi essere preso di mira da agenti di polizia pseudo-nazi.
Con due basette inguardabili alla Easy Rider, ma molto piu' grandi, Joaquin Phoenix imperversa lungo tutto il prolisso film, sempre un po' troppo sopra le righe, addentrandosi in dinamiche criminali complicatissime. E' spinto dalla sua ex (da lui mai dimenticata) che lo ha incaricato di indagare sulla moglie del suo (ricco) uomo che intendeva, aiutata dall'amante, tramare per internarlo in manicomio.
"Vizio di forma", tratto dall'omonimo romanzo di Thomas Pinchon, e' un fumoso (in tutti i sensi) film diretto da Paul Thomas Anderson che, malgrado le troppe situazioni descritte, riesce alla fine ad essere inutile e noioso.
Questo nonostante i molti noti attori presenti, dal gia' citato Phoenix a Benicio Del Toro.
La colonna sonora, che rispecchia gli anni '70, e' l'unica cosa che salverei.
Voto: 4/10
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