Volevo nascondermi - (Giorgio Diritti, 2020) - recensione - Con Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari.
Da Elio Germano e dal regista e sceneggiatore Giorgio Diritti un potente e rigoroso film sulla vita e sulla morte di Antonio Ligabue.
I trascorsi in Svizzera, problematico bambino con disturbi psicofisici adottato (a pagamento) da una coppia e bullizzato dai compagni di scuola. L'espulsione e ritorno nella terra di nascita, a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia.
La sua vita da randagio senzatetto, Il manicomio, e infine, grazie ad alcune persone caritatevoli, il riconoscimento del suo innato, originalissimo, quasi violento spirito artistico.
"Volevo nascondermi" e' girato utilizzando rigorosamente le lingue originali dei personaggi che vengono rappresentati. Il tedesco in svizzera e, molto spesso, il dialetto emiliano , certamente poco comprensibile per i piu' (ma non e' il mio caso).
Per questo, le parti non in italiano sono sottotitolate.
Sicuramente la prestazione dell'irriconoscibile Elio Germano, un Ligabue che appare quasi piu' vero del vero, e' l'impronta caratterizzante del film. Pero' non vanno sottaciuti i personaggi di contorno, eccezionali nella loro naturalezza e credibilita', cosi' come le accuratissime ambientazioni.
Suggestiva la colonna sonora, di Marco Biscarini e Daniele Furlati.
Voto:8.5/10
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