Il diritto di opporsi - (Destin Daniel Cretton, 2019) - Recensione - Con Michael B. Jordan, Brie Larson, Jamie Foxx, O'Shea Jackson Jr., Tim Blake Nelson
Alabama, 1989
Il giovane avvocato di colore Bryan Stevenson, laureato ad Harvard, anziche' seguire percorsi carrieristici ben piu' remunerativi, decide, assieme all'amica Eva Ansley, di dare un supporto legale gratuito ai condannati a morte nello stato piu' razzista d'America.
A loro sostegno, una associazione per i diritti umani.
Nel "braccio della morte", di quello stato la stragrande maggioranza dei detenuti in attesa dell'esecuzione sono di colore, e sono li' troppo spesso dopo avere subito processi quantomeno affrettati (se non peggio).
Decide di seguire il caso di Walter McMillian, accusato di essere l'omicida della giovane ragazza bianca Ronda Morrison.
Studiando le carte del processo, a Bryan appaiono evidenti incongruenze, errori e manipolazioni di testimoni. Per questo tenta di far riaprire il caso, nonostante tutto...
"Il diritto di opporsi" e' un film tratto da una storia vera, raccontata in un lavoro del vero Bryan.
Il film, diretto e sceneggiato da Destin Daniel Cretton, e' di stampo del tutto classico, con tanto di "pistolotto" finale, ma e' molto ben girato e interpretato, e mette in luce (ancora una volta) un mondo dominato dai bianchi contro le comunita' di colore a cui si fa fatica a credere.
La vicenda raccontata e' di 30 anni fa, ma, considerati anche avvenimenti di questi anni, appare ancora attuale.
Voto: 7.5/10
/image%2F1103575%2F20210307%2Fob_d1bdbb_a95c4fafce47019b7a20bc6c99c6ad49.jpg)