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La gloria – Giuseppe Berto - Recensione

petardo

 

La versione di Giuda.
Giuda il traditore e il vigliacco, l’apostolo che vendette Gesu` per trenta denari e poi non resse al rimorso e si suicido`.

 

L’uomo piu` odiato nella storia dell’umanita`.
 

Ma ando` poi davvero cosi`? 
 

Questo libro e` narrato in prima persona, e chi parla e` proprio lui, Giuda.

I fatti narrati sono arcinoti, ma la sua narrazione ce li fa rivedere sotto un’altra luce.

Giuda non e` un povero pescatore, nasce da una famiglia mediamente’ benestante e forse anche un po’ piu` acculturata.

Le fondamentali domande esistenziali sono percio` gia` presenti da tempo in lui, quando sulla scena compare Gesu`, al punto che per un attimo, incrociando lo sguardo con quello del Battista che sta guardando “l’Unto del Signore” crede di potere essere lui, mentre in realta` quello sguardo e` puntato sul Nazareno.

E cosi` comincia con una delusione quella che poi diventa una specie di “passione non ricambiata”: Giuda e` tra I primi a seguire Gesu`, ne e` infatuato come e piu` degli altri ma Gesu` sembra ignorarlo, non ricambia mai il suo sguardo, assegna compiti piu` importanti ad altri discepoli piu` ignoranti e rozzi di lui.

Ma entrambi “sanno”. Quello tra Giuda e Gesu` e` come un duello “differito”, Gesu` sa che dovra` chiedere a Giuda di tradirlo e Giuda sa che non potra` fare altro. A Gesu` la sofferenza e una gloria promessa, a Giuda la dannazione eterna, e basta.

Sotto tutto questo la domanda continua: sei tu L’Unto? A cui Gesu` da` solo risposte sibilline, su cui Giuda elabora riflessioni contorte.

Giuda forse non vorrebbe, ma alla fine compie il tradimento, Gesu` chiede al Padre di poter evitare il sacrificio ma alla fine ci si sottomette.

Sembrano entrambi prigionieri di un copione ben piu` grande delle loro capacita` di recitarlo,  e scritto da qualcun Altro.

Giuda vende Gesu` per trenta denari, che non gli servono: non e` povero. E poi si impicca rendendo impossibile il perdono. Qui sta esattamente il dramma di Giuda.

Ciascuno dei due sembra legittimato dalla presenza, o meglio, dal gesto dell’altro. Se Gesu` non fosse stato ucciso, e ucciso cosi`, ci ricorderemmo di lui? In questa semplice domanda consiste la necessita` dell’esistenza e dell’agire di Giuda, nato per tradire.

Sullo sfondo, ritratti di apostoli poveri e ignoranti, troppo pronti a seguire Gesu` come ad addormentarsi nel momento in cui aveva bisogno di loro, o a rinnegarlo, sostanzialmente un po’ storditi per essere stati coinvolti in una storia che sembra enormemente piu` grande di loro (ma a renderli consapevoli e “adeguati” pensera` lo Spirito Santo).

Ma anche Gesu` sembra quasi un nevrotico, tra rivelazioni oscure, umanissime temerarieta`, inopinati silenzi e stranezze.

 

E` un’analisi minuziosa, uno sviscerare situazioni, un tentativo disperato di capire in cui forse ciascun lettore potra` riconoscersi, e il cui esito non e` scontato.

Grande letteratura, ben scritto e ben raccontato con il dovuto pathos.

Un libro molto bello che non offre risposte, ma stimola domande.

La gloria – Giuseppe Berto - Recensione
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