La belle époque - (Nicolas Bedos, 2019) - Recensione - Con Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Doria Tillier, Fanny Ardant, Pierre Arditi
Victor e' un abile disegnatore che aveva avuto un certo successo negli anni '70 con dei libri a fumetti.
Non ha saputo (o voluto?) tenere il passo i progressi tecnologici che hanno profondamente cambiato il nostro modo di essere e per questo rifiuta qualsiasi approccio con esse.
La moglie Marianne e' invece attenta e aperta a queste innovazioni ed e' infastidita dall'atteggiamento passatista di Victor.
Lei lavora, e ha una storia con un amico del marito di cui e' psicanalista. Lui e' disoccupato da poco.
Finisce che Marianne caccia in malo modo Victor da casa.
Venuto a conoscenza della Time Traveller, una agenzia che, a pagamento, ricostruisce nei minimi dettagli l'ambiente storico in cui il cliente vorrebbe trovarsi, sceglie di essere "trasportato" nel 1974, anno in cui conobbe Marianne, proprio nella zona e nel bar dell'incontro.
La Time Traveller fornira' tutte le comparse addestrate per far rivivere a Victor quei momenti, compresa una giovane Marianne non lo lascera' indifferente...
"La Belle Epoque" e' un curioso e intrigante film che mescola argomenti come il (vero) tempo che passa con la finzione, anche cinematografica.
Lo fa in modo divertente e leggero grazie alla sceneggiatura inusuale di Nicolas Bedos, che e' anche il regista della pellicola.
Il film si avvale di eccellenti attori quali Daniel Auteuil (Victor) e Fanny Ardant (un po' penalizzata, a mio avviso, dal doppiaggio), nella parte di Marianne.
Bella la colonna sonora, con brani degli anni '70 e pezzi originali scritti per il film dallo stesso Nicolas Bedos e da Anne-Sophie Versnaeyen.
Voto: 8/10
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