Le cose che non ti ho detto - (William Nicholson, 2019) - Recensione - Con Annette Bening, Bill Nighy, Josh O'Connor, Aiysha Hart, Ryan McKen, Nicholas Burns
Alla vigilia del trentesimo anno di matrimonio, il silenzioso Edward comunica alla moglie Grace la ferma volonta' di lasciarla.
Il professore di storia grande conoscitore del periodo napoleonico confessa che da un anno ha una relazione con la madre di un suo alunno, donna con la quale si sente finalmente a suo agio, mentre con Grace la vita si e' fatta man mano frustrante. La cosa che aleggiava nell'aria da tempo, ma il chiuso Edward non ne aveva mai parlato apertamente.
Per Grace, assai credente e con la passione per la poesia, e' come un fulmine a ciel sereno, e fa molta fatica a metabolizzare l'accaduto.
Viene in aiuto il figlio Jamie, che vive da solo a Londra, a circa 2 ore da Seaford, la cittadina posta sulle bianche scogliere dove ha vissuto da bambino e dove vivono i genitori.
Pur rimanendo piuttosto imparziale, Jamie inizia ad andare spesso nei week end dai genitori, oramai separati, facendo da ponte tra i due, data la comunicazione oramai interrotta tra gli ex coniugi.
Jamie teme che la madre possa tentare il suicidio, e sicuramente le alte scogliere vicine a casa non sono tranquillizzanti...
"Le cose che non ti ho detto" e' il secondo lungometraggio di William Nicholson, la cui professione principale e' quella di sceneggiatore, romanziere e drammaturgo.
Un film di stampo classico sicuramente maturo ed efficace nella descrizione dell'evento, traumatico ma, come recita il verso di Dante Gabriel Rossetti “Sono già stato qui” che Grace vorrebbe usare come titolo all'antologia che vorebbe scrivere, comune a molte persone che l'hanno gia' vissuto.
Ottima la recitazione dei protagonisti, in particolare quella di Annette Bening (Grace).
Voto: 8/10
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