Tramonto - (László Nemes, 2018) - Recensione - Con Juli Jakab, Vlad Ivanov, Evelin Dobos, Marcin Czarnik, Judit Bárdos, Benjamin Dino
Alla vigilia della prima guerra mondiale, in una Budapest modaiola e decadente, la giovane Irisz Leiter, dopo gli studi come modista a Trieste, cerca un posto di lavoro nella fabbrica di cappelli che fu dei propri genitori, ora defunti.
Per motivi misteriosi, il nuovo proprietario rifiuta di assumere la peraltro capace ragazza, che sara' avvicinata da altri oscuri personaggi.
Verra' a sapere che ha un fratello che vive nella citta'. Lo cerchera', scendendo dal scintillante palazzo del negozio di cappelli e vagando pericolosamente per l'oscura Budapest...
Dopo "Il figlio di Saul", "Tramonto" e' il secondo lungometraggio del regista e sceneggiatore ungherese László Nemes.
Il film e' caratterizzato da una cura particolare delle inquadrature, eleganti e tecnicamente virtuose, e da un alone di cupo mistero della non facilmente decifrabile trama che alla fine rende l'opera a mio avviso alquanto monotona, anche a causa della notevole lunghezza (quasi 2 ore e mezza).
Voto: 5/10
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