L'ufficiale e la spia - (Roman Polanski, 2019) - Recensione - Con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Hervé Pierre
Il film narra il noto "affare Dreyfus", un caso della fine dell'800 accaduto in Francia.
Alfred Dreyfus, capitano dell'esercito francese, sara' prima platealmente degradato e poi esiliato in un carcere sul'Isola del Diavolo a causa di alto tradimento, in quanto accusato di aver passato informazioni segrete ai tedeschi.
Dreyfus era ebreo, e l'antisemitismo, piuttosto diffuso, aveva sicuramente giocato un ruolo nella sua condanna.
Con tendenze antisemite era anche l'ufficiale Georges Piquard, che nonostante questo, nominato capo ai servizi segreti, capi' che il processo contro Dreyfus era viziato da vistose irregolarita', e, non senza difficolta', si battera' per la sua riabilitazione...
"L'ufficiale e la spia" sceneggiato assieme Robert Harris e diretto da Roman Polansky, e' un film formalmente perfetto e di stampo decisamente classico che, forse proprio per questi motivi, mi e' sembrato piuttosto "piatto" e poco interessante, forse anche a causa della storia, assai nota.
Bravi gli interpreti, ma anche loro mi sono parsi "appiattiti" dietro un aspetto piuttosto simile tra loro, probabilmente a causa di onnipresenti baffi a manubrio, come era di moda allora.
Sicuramente il tema del film sta a cuore al regista, a causa delle vere o presunte accuse alle quali e' stato oggetto, ma le sue dichiarazioni a questo proposito a Venezia 2019 hanno fatto sorgere non poche perplessita'.
Voto: 7/10
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