Gli anni piu' belli - (Gabriele Muccino, 2020) - recensione - Con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Francesco Centorame
Il film narra 40 anni della storia di tre ragazzi e una ragazza partendo dai tempi del liceo.
Con differenti fortune professionali e sentimentali i quattro personaggi attraversano la storia recente, dalle proteste studentesche (on po' tardive?) alla caduta del muro di Berlino e delle torri gemelle.
Di questi eventi topici si fa accenno nel film senza che abbiano un vero scopo nella storia, a parte i disordini studenteschi dove il ferimento di uno dei tre ragazzi, che sara' successivamente chiamato "il sopravvissuto", e' l'occasione per la sua conoscenza....
"Gli anni piu' belli", scritto e diretto da Gabriele Muccino, e' certamente un film con molta (troppa?) carne al fuoco, caratterizzato da una deludente prima parte in cui la recitazione dei personaggi principali adolescenti risulta essere troppo carica e poco verosimile.
Nella seconda parte, grazie soprattutto alla bravura degli interpreti (Favino, Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti e Santamaria) il lungometraggio prende quota, pur rimanendo nel perimetro, nel bene o nel male, di un prodotto di cassetta mucciniano.
Poco incisiva e un po' troppo classica la colonna sonora di Nicola Piovani. Dato l'argomento e le epoche, non potevano mancare brani di Baglioni. Sua e' la sigla finale, scritta apposta per il film.
Voto: 6.5/10
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