Tutto il mio folle amore - (Gabriele Salvatores, 2019) - Recensione - Con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian
Vincent e' un ragazzo sedicenne che vive a Trieste. Ha problemi del comportamento affini all'autismo.
La madre Elena e il padre adottivo Mario cercano per quanto possibile di recuperarlo amorevolmente e tenere a freno la sua esuberanza maldestra.
Nel tranquillo ma non troppo tran tran quotidiano irrompe Willi, il padre di Vincent, che era sparito prima della sua nascita.
Willi e' un cantante da balera e da feste private, molto apprezzato nei Balcani e conosciuto come "il Modugno della Dalmazia".
E' la prima volta che Willi vede suo figlio, ma Elena lo caccera' ben presto da casa.
Approfittando del pickup di Willi, di nascosto da tutti Vincent si intrufola nel mezzo.
Willi scoprira' di avere Vincent a bordo oramai in Slovenia. A causa degli impegni canori, decide, in realta' abbastanza volentieri, di portare con se il figlio, con il quale condividera' esperienze e disavventure.
Dietro a loro, alla ricerca di Vincent, Elena e Mario...
"Tutto il mio folle amore" e' un bel film sicuramente nelle "corde" di Salvatores.
Una sorta di road movie liberamente tratto da una storia vera raccontata nel romanzo "Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas.
Molto curate la fotografia, con accattivanti colori brillanti e saturi, e la scelta certamente studiata delle inquadrature.
Bravo, anche come cantante, Santamaria (Willi), e pregevoli le prove della Golino (Elena) e di un inedito Abatantuono "buono".
Sul giovane promettente attore che interpreta il difficile ruolo di Vincent (Giulio Pranno) ho avuto sensazioni discordanti: in alcuni casi appariva credibile, in altri meno.
Voto: 8/10
