Mon roi - Il mio re - (Maïwenn, 2015) - Recensione - Con Emmanuelle Bercot, Vincent Nemeth, Vincent Cassel, Romain Sandère, Ludovic Berthillot
E' la storia di due quarantenni: Georgio (Vincent Cassel) e Tony (Emmanuelle Bercot).
Lui ha l'aspetto del playboy, di quelli "che cel'hanno solo loro". Si innamora inopinatamente di Tony (un po' a disagio, durante il primo rapporto, perche' il precedente marito la accusava di "avercela larga").
Scusate le frasi non particolarmente educate, ma questo e' il livello un po' crudo di alcuni dialoghi del film (forse i piu' originali).
I due saranno una coppia, avranno un figlio ma il rapporto tendenzialmente autodistruttivo non andra' avanti serenamente, anche se entrambi non saranno capaci di distaccarsi completamente l'uno dall'altra (e non sara' un bene).
Tutto questo e' raccontato tramite flash-back durante il periodo di riabilitazione di Tony, in una clinica per rimettere a posto un ginocchio gravemente offeso a causa di una caduta dagli sci.
Il periodo in clinica' servira' a Tony per tentare di rimettere a posto, oltre al ginocchio, un po' anche le tessere della sua vita...
La bella attrice, sceneggiatrice e regista Maïwenn ha scritto e diretto questo film, una storia drammatico/sentimentale (non sentimentalista) che ha avuto un certo successo di critica.
Personalmente, l'ho trovato poco interessante, con un protagonista maschile a me francamente antipatico, non tanto per la parte quanto per il suo modo di essere.
Brava la protagonista femminile, non bellissima ma interessante, che con questo film ha ottenuto il premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes 2015.
Voto: 6/10
