Hammamet - (Gianni Amelio, 2020) - Recensione - Con Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradossi
Il film di Gianni Amelio racconta, con personaggi talvolta realmente esistiti, talvolta inventati, gli ultimi sei mesi della vita di Craxi, in esilio (o latitante, a seconda dei punti di vista) nella sua bella villa di Hammamet.
I nomi dei protagonisti non sono mai pero' quelli reali, e anche Craxi (il Presidente) non viene chiamato con il suo nome.
La pellicola non intende dare un giudizio politico o giudiziario della vicenda. Affronta l'aspetto umano del protagonista, i tormenti spesso rancorosi dell'uomo un tempo potente, ora malato e abbandonato da molti...
Elemento centrale e riuscitissimo del film di Gianni Amelio e' l'interpretazione del protagonista da parte di Pierfrancesco Favino, da alcuni ritenuta giustamente "gigantesca".
Non si tratta di una semplice imitazione estetica (peraltro sorprendente) ma di una sorta di esegesi interiore che da sola varrebbe la visione della pellicola.
Per il resto, si tratta di un ottimo lavoro, sebbene personalmente non ami particolarmente questo genere di film, che raccontano, in modi piu' o meno attinenti alla realta', fatti realmente accaduti dei quali sappiamo gia' la conclusione.
Per "Hammamet" Favino ha vinto il premio di miglior attore protagonista al premio Flaiano e ai Nastri d'Argento 2020.
Voto: 7.5/10
