Aspromonte - La terra degli ultimi - (Mimmo Calopresti, 2019) - Recensione - Con Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte, Francesco Colella, Marco Leonardi, Sergio Rubini
Calabria, anni '50.
Africo e' un paese dell'Aspromonte che appare abbandonato dale istituzioni.
Niente acqua, luce e strade di collegamento. Dalla fatiscente scuola le maestre se ne vanno appena possono.
Con l'intenzione di rimanerci arriva Giulia, una insegnante di Como che, probabilmente anche a seguito di problemi personali, sceglie quell posto dimenticato per lavorare.
Gli abitanti del paese sono chiaramente esausti di quella situazione. Pagano le tasse allo stato e una sorta di "pizzo" a Don Toto', ma nessuno sembra avere intenzione di migliorare la situazione, ne' lo stato ne' tantomeno Don Toto', che dell'isolamento non puo' che trarne vantaggi.
Sotto l'iniziativa di Peppe, che appare il paesano piu' attivo, un folto gruppo di cittadini scende a Marina, dal prefetto, per protestare e chiedere un medico fisso ad Africo, ma, nonostante le promesse, non vedranno nulla, e anche l'iniziativa di costruirsi da se' la strada per scendere a valle sara' ostacolata…
"Aspromonte - La terra degli ultimi" e' un interessante film diretto da Mimmo Calopresti, liberamente tratto dal romanzo "Via dall'Aspromonte" di Pietro Ciriaco.
La sceneggiatura, anch'essa di Calopresti, appare talvolta un po' sbrigativa.
Valeria Bruni Tedeschi interpreta Giulia Tedeschi, la maestra che viene dal nord. Appare piuttosto stranita, vista la situazione incontrata, atteggiamento certamente affine al modo di recitare dell'attrice.
Reduce dai successi di Dogman, troviamo anche Marcello Forte, nella parte di "U Poeta".
Voto: 7.5/10
