Lontano lontano - (Gianni Di Gregorio, 2019) - Recensione - Con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio, Daphne Scoccia, Salih Saadin Khalid
Giorgetto, Il Professore e Attilio sono tre settantenni impegnati ad affrontare la loro vita con i problemi finanziari che spesso le persone anziane incontrano.
Non sono "indigenti" nel vero senso della parola. Giorgetto e Il Professore, amici da tempo, hanno una regolare pensione, mentre Attilio sbarca il lunario facendo lavoretti vari.
Tra un bicchiere di bianco al baretto di Trastevere e una birretta, non hanno perso pero' qualche residua velleita', tra le quali quella di stare meglio con il poco che hanno, e per questo iniziano a progettare di trasferirsi a vivere in un paese dove il costo della vita e' inferiore.
Chiedono informazioni al fratello di Attilio, che pare esperto della materia, e decidono che il posto migliore dove andare sono le isole Azzorre.
I tre prendono la cosa con giovanile entusiasmo, facendo anche un corso di portoghese e scontrandosi inevitabilmente con le pratiche burocratiche necessarie, ma l'iniziale baldanza viene rapidamente a mancare...
"Lontano lontano", scritto, diretto e interpretato da Gianni Di Gregorio (gia' apprezzato in "Pranzo di ferragosto"), e' un bel film che, nonostante le velleita' dei protagonisti, rimane quasi del tutto "di quartiere", all'interno di quella Porta Settimiana che Giorgetto sembra temere di attraversare.
Perfette le interpretazioni, in particolare da incorniciare sono quelle di Roberto Herlitzka (fratello di Attilio) e di Ennio Fantastichini (Attilio), quest'ultimo venuto a mancare poco dopo la fine delle riprese.
Voto: 8.5/10