Le due vie del destino - The Railway Man - (Jonathan Teplitzky, 2013) - Recensione - Con Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine, Stellan Skarsgård, Sam Reid, Tanroh Ishida
Eric Lomax e' un signore di mezza eta' un po' particolare, e per questo bonariamente preso in giro dagli amici del circolo di Edimburgo.
Appare un tendenzialmente monomamiaco, con l'unico interesse rivolto verso i treni.
Proprio su un treno Eric incontra Patti, una bella signora che riesce a scalfire la dura corazza di cui si circonda.
I due, in un modo che appare un po' affrettato, si sposano, ma il carattere di Eric si dimostra tutt'altro che tranquillizzato. E' preda spesso di incomprensibili scatti di ira e di incubi notturni, senza per questo dare spiegazioni alla paziente Patti.
Riesce faticosamente ad avere informazioni dall'amico ed ex commilitone Finlay.
Nel 1942 Eric era a Singapore, telegrafista nell'esercito britannico sconfitto dai Giapponesi. Fatto prigioniero, Eric assieme ai compagni sara' costretto a lavorare per la costruzione della cosiddetta "ferrovia della morte" tra Thailandia e Birmania. Le condizioni di lavoro e le percosse subite mineranno profondamente la sua psiche...
"Le due vie del destino - The Railway Man" e' tratto dall'autobiografia di Eric Lomax, e racconta di una pagina poco nota della seconda guerra mondiale.
Il film appare originale e interessante soprattutto nella prima parte, con il rapporto tra Eric e Patti (una splendida Nicole Kidman), piu' tradizionale e' la seconda parte, con il racconto delle vicende belliche e la prigionia di Eric. Piuttosto stiracchiato il finale, dove Lomax riesce a tornare nei luoghi della prigionia per cercare di risolvere i suoi blocchi psicologici.
Voto: 7/10
