Il colpo del cane - (Fulvio Risuleo, 2019) - Recensione - Con Edoardo Pesce, Silvia D'Amico, Daphne Scoccia, Sabrina Marchetta, Vittorio Viviani, Silvana Bosi
Rana e Marti sono due giovani ragazze che vivono assieme, non e' chiarissimo se per ragioni affettive o, piu' prosaicamente, per ragioni di budget. Di lavori stabili e sicuri non se ne parla, per cui l'aspetto finanziario e' anch'esso assai precario.
Piu' riflessiva la prima, simpaticamente arruffata la seconda.
A Marti pareva una buona idea iniziare una attivita' di dog sitter. Una loro amica, incontrata casualmente e alle prese con sette-dico-sette cani, favoleggiava di guadagni significativi per un impegno tutto sommato accettabile.
La prospettiva fatta a Marti era intrigante: 120 euro per accudire durante il week end Ugo, un simpatico bulldog francese (vestito con una improbabile tutina rosa) di proprieta' di una ricca signora.
Ma la ricca e tignosa signora spegne parzialmente le speranze di guadagni: dopo breve schermaglia, Marti accetta l'offerta di 35 euro al posto dei desiderati 120.
A spasso con Ugo, la ragazza incontra il misterioso "veterinaio" dottor Mopsi, che gli prospetta un altro buon guadagno (200 euro) se acconsentiva di far accoppiare Ugo con Laura, un altro bulldog francese che millantava di avere.
Dopo essersi consultata con Rana, Marti accetta l'affare che, da subito, non pare andare per il verso giusto...
"Il colpo del cane" e' il secondo lungometraggio scritto e diretto dal giovane regista romano Fulvio Risuleo.
Gia' dalle prime scene, il film stupisce per l'altissima qualita' dei dialoghi e delle interpretazioni di tutti gli attori, e, in particolare, delle protagoniste Silvia D'Amico e Daphne Scoccia.
Proseguendo, la vicenda, raccontata per mezzo di un interessante gioco di incastri, riesce a mescolare umorismo, suspense, tensione ed anche apprensione per le sorti del povero Ugo e degli spiantati giovani alle prese con una societa' che li relega ai margini, sebbene tecnicamente non siano nullatenenti, senzatetto o analfabeti.
Notevole anche la visionarieta' di dettagli che imprimono uno stile assai personale al film.
Decisamente un film da vedere.
Voto: 9/10
