Cocaine - La vera storia di White Boy Rick - (Yann Demange, 2018) - Recensione - Con Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, Brian Tyree Henry
Nella desolazione della Detroit degli anni '80, causata dalla crisi dell'industria dell'automobile, l'adolescente Rick e il padre sopravvivono trafficando in armi di contrabbando e/o contraffatte senza averne alcuna licenza legale.
I clienti appartengono alle gang locali legate al mondo dello spaccio di stupefacenti, e a trattare con loro e' proprio Rick che, in un mondo prevalentemente di colore, e' chiamato White Boy Rick.
Ma la possibilita' di fare molti soldi in fretta con la droga lo attira parecchio, e anche lui entrera' in quel campo.
Pizzicato dall'FBI, Rick sara' sfruttato come informatore per incastrare i malviventi, salvo poi essere abbandonato quando le indagini inizieranno a puntare troppo in alto...
"La vera storia di White Boy Rick" racconta la non fortunata vicenda di Richard Wershe prima che, diciassettenne, entrera' in prigione e ci rimarra' per 30 anni senza avere commesso crimini legati alla violenza, ma solo a causa dello spaccio di sostenze stupefacenti in quantita' elevate.
Il film descrive bene l'ambiente economicamente e moralmente devastato di quegli anni, in modo asciutto e convincente.
Attorno a Rick, la sorella tossicodipendente e il padre, un perdente che, contrariamente al figlio, ha ancora qualche progetto velleitario per un futuro piu' pulito: vorrebbe aprire una videoteca.
Voto: 8/10
