Gli anni dei ricordi - (Jocelyn Moorhouse, 1996) - Recensione - Con Anne Bancroft, Ellen Burstyn, Winona Ryder, Kate Nelligan, Tamala Jones
Un film vecchiotto, del 1996, che ho scelto fraintendendo un pochino la recensione che lo accompagnava.
Si tratta di un film quasi tutto al femminile, di racconti e ricordi, come dice il titolo, di un gruppo di donne tutte abbastanza attempate tranne una, che si riuniscono come d’abitudine per confezionare tutte insieme una trapunta “tradizionale”.
E` ambientato in un’America anni ’50. La giovane protagonista, Finn (una giovane Winona Ryder), e` una studentessa universitaria di circa 26 anni, prossima alla laurea, che pero` ritarda a causa del fatto che continua a cambiare l’argomento della tesi. E non ritarda solo quello, ma anche la risposta al suo fidanzato che le ha chiesto di sposarla. Ma lei, I cui genitori sono “divorziati ma rimasti amici” e` diffidente nei confronti del matrimonio, e prima di rispondere al fidanzato ha optato per una specie di vacanza di tre mesi a casa della nonna e di sua sorella, a casa delle quali si riunisce il gruppo delle cucitrici.
Nonna e amiche sono donne ancora abbastanza giovani e brillanti, pero`, frequentano la piscina ed e` proprio durante un pomeriggio in piscina che Finn incontra un altro (bel) ragazzo..
E` un insieme di quadretti dedicati ciascuno a una dei personaggi femminili, i mariti, i tradimenti subiti e quelli commessi, gli intrecci tra una e l’altra, le litigate di vecchia origine tra la nonna e la sorella, ecc. , il tutto declinato durante la cucitura di questa famosa trapunta, la cui realizzazione e` governata da una esigente “maestra di trapunta” che e` l’unica donna di colore del gruppo, figlia di una ex schiava. I racconti arrivano un po’ dalla conversazione, un po’ semplicemente dal ricordo delle single donne.
Che dire? Niente di particolarmente originale. Sembra che le donne in media abbiano ben poco da ricordare oltre ai tradimenti fatti o subiti, e tutta la loro esperienza non sembra poi cosi` utile a Finn per le sue scelte.
Alla fine, pur essendo un film del 1996, sembra proprio un film degli anni ’50, epoca in cui l’unico scopo della vita di una donna pareva essere il matrimonio.. Nessun significativo colpo di scena, nessuna ribellione “vera” allo status quo.
Pertanto l’ho trovato noiosetto.
Voto 5.5/10
