Midsommar - Il villaggio dei dannati - (Ari Aster, 2019) - Recensione - Con Florence Pugh, Jack Reynor, William Jackson Harper, Will Poulter, Vilhelm Blomgren
Dany e' una ragazza americana psicologicamente scossa. Ha perso entrambi i genitori ad opera della sorella, che soffre di disturbi bipolari.
Il fidanzato Christian avrebbe in programma una vacanza in Svezia con tre suoi amici che sarebbe dovuta essere, almeno parzialmente, occasione per studi antropologici per uno dei tre su una curiosa comunita' di cui fa parte il loro amico Pelle, organizzatore del viaggio.
Vorrebbe andarci senza Dany, che in realta' vuole lasciare, ma date le sue condizioni psicologiche non riesce, e, anzi, parte anche lei per la Svezia.
La comunita' che visitano e con la quale vivranno per qualche tempo appare come un incrocio tra una comune e una setta religiosa. Vestono di bianco e hanno un atteggiamento apparentemente pacifico e amichevole, sebbene alquanto strano.
Le stranezze diventano presto riti che mescolano il bucolico a cerimonie efferatamente crudeli, incomprensibili per loro, che comunque ne rimangono invischiati fino a conseguenze assai dolorose...
"Midsommar - Il villaggio dei dannati" e' il secondo film scritto e diretto dal regista americano Ari Aster, autore gia' diventato di culto per i film con aspetti horror, sebbene assai innovativi.
Di solito i film cosiddetti "dell'orrore" hanno situazioni molto dark, mentre in questo caso tutto (sia le parti bucoliche certamente lontane da aspetti horror che le scene piu' cruente) sono alla luce del sole.
L'originalita' dell'ambientazione non e' stata sufficiente pero' a farmi digerire aspetti piuttosto incredibili ai piu', spesso senza uno straccio di motivazione.
Il film ha comunque avuto recensioni piu' che positive, per cui immagino possa essere apprezzato maggiormente da un pubblico che ama questo tipo di genere.
Voto: 5/10
