Il fascino indiscreto dell'amore - (Stefan Liberski, 2014) - Recensione - Con Pauline Etienne, Taichi Inoue, Julie LeBreton, Alice de Lencquesaing, Akimi Ota
Amélie e' una simpatica ragazza di 20 anni, belga ma nata e vissuta in Giappone fino all'eta' di 5 anni.
Lei pero' si sente (o le piacerebbe essere) piu' una ragazza giapponese che europea, con l'obiettivo di diventare una famosa scrittrice del pase del Sol Levante.
Per questo abbandona l'Europa e va a vivere a Tokyo, dove prendera' lezioni di giapponese mantenendosi con lezioni di francese.
Il primo e unico allievo e' Rinri, un ragazzo che, si sapra', fa parte di una "setta segreta" di fan della Francia.
Le "lezioni" di francese si trasformano presto in un tour per la Tokyo meno nota e piu' bizzarra, in luoghi scelti da Rinri.
Tra i due nasce una certa simpatia, tanto che dopo pochi mesi Rinri le chiede di sposarla.
Amélie e' pero' perplessa, non sa neanche lei cosa vuol fare della sua vita e il legame con Rinri (troppo gentile) tende a soffocarla un po'. Per non ferirlo, gli propone un periodo di "fidanzamento".
"Il fascino indiscreto dell'amore" e' un delicato e particolare film di formazione tratto dal romanzo autobiografico di Amélie Nothomb "Né di Eva né di Adamo".
La riuscita della pellicola e' certamente anche merito dell'interpretazione della carinissima protagonista, Pauline Étienne, che riesce, con movimenti millimetrici delle labbra o dello sguardo, a rappresentare in modo chirurgico e immediatamente riconoscibile il suo stato d'animo.
Raccomandato per una serata leggera ma non troppo.
Voto: 8.5/10
