Fratelli nemici - Close Enemies - (David Oelhoffen, 2018) - Recensione - Con Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Adel Bencherif, Nicolas Giraud, Sabrina Ouazani
La livida e fredda banlieue di Parigi, con gli anonimi palazzoni e il loro vasto dedalo di garage sotterranei fanno da palcoscenico a una vicenda dove Manuel e Driss, cresciuti in quell'ambiente e fraterni amici da ragazzi, prendono due strade completamente separate.
Manuel, come, parrebbe, molti nordafricani di seconda generazione proveniente da quei sobborghi, si occupa di traffici di droga, mentre Driss e' un agente della narcotici. Anche lui di origine nordafricana, afferma che il suo aspetto, in quell'ambito, lo facilita anziche' danneggiarlo come sarebbe in tutti gli altri reparti delle forze dell'ordine.
I medodi di indagine portati avanti da Driss, sicuramente borderline ma probabilmente comuni in quegli ambiti, prevedono lo sfruttamento di malavitosi per creare occasioni adatte ad acciuffare bande di narcotrafficanti, in cambio di favori in sede giudiziaria.
La cosa e' certamente pericolosa, e Imrane, l'ultimo doppiogiochista a contatto con Driss e compagno di Manuel, sara' ucciso in un agguato che risparmia miracolosamente Manuel.
In forte pericolo e difficolta' perche creduto autore o mandante dell'agguato, accetta suo malgrado di seguire la strategia dell'ex amico Driss per tentare di uscirne vivo e con sconti di pena...
"Fratelli nemici - Close Enemies" e' un classico noir ben girato, sceneggiato e diretto da David Oelhoffen.
La trama, non semplice a causa degli intrighi incrociati tra bande, e l'aspetto di molti attori, piuttosto simili, creano nello spettatore un po' di disorientamento, anche per alcune concitate riprese fatte a distanza ravvicinata.
Interessante la colonna sonora presente alla conclusione del film, con una specie di canto disperato di muezzin sullo sfondo dei grigi palazzoni della periferia parigina (di Superpoze).
Voto: 7.5/10
