36 Quai des Orfèvres - (Olivier Marchal, 2004) - Recensione - Con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, André Dussollier, Roschdy Zem, Valeria Golino
In una Parigi scenografica e dark con interni talvolta inusitatamente costruiti e piuttosto affascinanti si svolge la lotta tra Léo Vrinks e Denis Klein.
Sono entrambi poliziotti di elevato livello.
Denis (Gerard Depardieu) e' il "cattivo", non ha remore a compiere azioni disdicevoli, illegali o anche criminose con l'obiettivo di scalare le gerarchie, a scapito dei colleghi.
Léo Vrinks (Daniel Auteuil) e' il "buono". Il classico poliziotto tutto d'un pezzo un po' borderline che si espone, accettando contatti con personaggi poco raccomandabili, con l'obiettivo finale di sconfiggere la malavita organizzata. Appare invece poco interessato alla carriera...
"36 Quai des Orfèvres" e' un classico ma molto ben fatto film poliziesco. E' incentrato sugli intrighi all'interno delle forze dell'ordine, che spero siano meno frequenti e feroci di quanto appare nel lungometraggio, altrimenti staremmo davvero freschi.
Un film che si prende un po' troppo sul serio, uomini (e donne) "duri", con ironia e buonumore a zero, ma lo fa con interpreti d'eccezione, e per questo, alla fine, convince (nonostante sia di 15 anni fa).
Voto: 7.5/10
