Troppa grazia - (Gianni Zanasi, 2018) - Recensione - Con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli
Tanto precisa nel suo lavoro (precario) di rilevatrice catastale quanto arruffata nella vita privata, la geometra Lucia si da' da fare per guadagnare quello che serve a lei e alla sua figlia adolescente, accettando e talvolta "imponendo" i suoi servizi.
Viene coinvolta dall'amico sindaco in un grosso progetto immobiliare (l'Onda) destinato a cementificare una bella zona agreste coltivata a grano.
Scopre presto che le sue rilevazioni sarebbero dovute essere assai accomodanti, con l'obiettivo di non mettere i bastoni fra le ruote al progetto, ma qualcosa nel territorio misurato non le quadra.
In questo contesto, la laica Lucia inizia ad avere delle visioni: "subisce" le apparizioni di una apparentemente fragile Madonna, determinata (anche con inusitati metodi maneschi) a orientarla verso la costruzione di una chiesa sul luogo dove invece avrebbe dovuto sorgere l'Onda...
La decisamente inusuale la trama del film scritto e diretto da Gianni Zanasi e' illuminata dalle interpretazioni dei bravi attori presenti nel film e, soprattutto, da Alba Rohrwacher. Perfettamente in sintonia con il personaggio di Lucia, offre una prova che lascia il segno.
Le belle zone in cui il film si svolge (le campagne di Tarquinia) sono rese perfettamente anche grazie ad una fotografia dai colori molto saturi (di Vladan Radovic).
Intrigante la colonna sonora di Niccolo' Contessa.
Voto: 8/10
