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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Another happy day - (Sam Levinson, 2011) - recensione - Con Ellen Barkin, Ezra Miller, Kate Bosworth, Demi Moore, Thomas Haden Church, George Kennedy

petardo

 

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo, scriveva Tolstoi.


Mai frase cosi` azzeccata per commentare questo film di Sam Lenson, del 2011, in cui una famiglia numerosa e complessa finisce per rivelarsi come un enorme grumo di infelicita` e incomprensione, un indescrivibile fastidio, una tana senza uscita.
 

Lynn si reca con I suoi figli minori, Elliot e Ben, alla casa della sua famiglia di origine, dove abitano I suoi genitori, per il matrimonio di suo figlio Dylan. Dylan e Alice sono I figli avuti da Lynn nel suo primo matrimonio.
 

Lynn e` una donna nevrotica, stressata e appare piuttosto provata dalla vita. In effetti tre dei suoi 4 figli hanno qualche problema: Elliot e` tossicodipendente e appena uscito da una clinica di disintossicazione, Ben soffre di autismo e Alice e` autolesionista, si infligge tagli alle braccia e all’addome. Di Dylan, il promesso sposo, sappiamo poco.
 

Al matrimonio ci saranno anche l’ex marito di Lynn, Paul, con la sua terribile e invadente (ma bellissima: e` Demi Moore) nuova moglie Patty. Per la presenza di Paul si teme che Alice non voglia presentarsi al matrimonio. La tossicodipendenza di Elliot e` stata nascosta alla famiglia raccontando una bugia (che si fosse recato in Svezia per un periodo), ma Eliott non fa molto per nasconderla ne` per rendersi simpatico alla famiglia: e` sgradevole e gira ossessivamente con una telecamera accesa irritando un po’ tutti.
 

Peraltro, il resto della famiglia e` sgradevole, ficcanaso, pettegolo, superficiale.
Le conversazioni sono poco interessanti e fastidiose, l’ambiente e` opprimente. Solo la madre di Lynn e il padre (I nonni) sembrano elevarsi un pochino al di sopra della media, ma il padre e` molto malato di cuore e la madre sembra molto concentrata su se stessa e molto preoccupata per il suo imminente futuro, rivelando un’incomprensione totale nei confronti della figlia.

 

Tra pesanti ironie e litigate anche furiose (come quella che oppone Patty a Lynn per chi debba accompagnare Dylan all’altare) si arriva finalmente al matrimonio ma la situazione non e` assestata, anzi: Elliot si droga e scappa dalla cerimonia, addormentandosi su un gommone alla deriva sul fiume e procurando un allarme generale (lo ritroveranno con l’elicottero della polizia), il nonno insiste per tagliare il prato e durante la cena si schianta contro un albero con il trattorino, morendo.
Al funerale sembrano tutti riappacificati, confermando la teoria di Elliot in base alla quale gli eventi tristi uniscono le famiglie piu` degli eventi felici...

 

 

Riassumendo: l’ho trovato pretenzioso ed esasperante, praticamente un atto di accusa nei confronti della famiglia, Ci sono situazioni e dialoghi che farebbero scappare chiunque a gambe levate, e che non rendono gradevole neppure la visione del film: e` un’immensa e protratta seccatura che si trasforma in un film fastidioso.Tutti I personaggi sembrano imbecilli o caricaturali, l’ironia non abita da quelle parti ma neanche la piu` comune simpatia. Non c’e` un personaggio in cui riconoscersi. Insomma, questo film e` stato anche premiato ma a me non e` piaciuto per niente e non mi interessava nemmeno.

 

Voto: 4/10
 

Another happy day - (Sam Levinson, 2011) - recensione - Con Ellen Barkin, Ezra Miller, Kate Bosworth, Demi Moore, Thomas Haden Church, George Kennedy
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