First man - Il primo uomo - (Damien Chazelle, 2018) - Recensione - Con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke, Kyle Chandler, Corey Stoll, Patrick Fugit
Tratto dalla biografia del primo uomo a mettere il piede sulla superficie lunare, Neil Armstrong, il lungo film di Damien Chazelle racconta della sua vita a partire dalla drammatica vicenda della morte della secondogenita a soli 2 anni.
Questo evento sara' determinante per la vita di Armstrong anche dal punto di vista professionale, in quanto lo spingera' a cambiare lavoro e ad entrare nella NASA.
La sua vicenda personale, quella dei colleghi (alcuni dei quali rimasti vittime di incidenti) e la storia dell'avventura degli Stati Uniti d'America alla conquista della Luna, portata avanti piu' che altro per vincere una battaglia tecnologica contro l'URSS, sono gli argomenti che il film tratta, in un affresco che va dal 1961 al 1969.
Non sono particolarmente appassionato di film biografici, soprattutto se trattano argomenti ampiamente conosciuti come in "First man - Il primo uomo", per cui probabilmente anche per questo la pellicola non mi ha entusiasmato.
Non mi e' sembrato interessante neanche il modo in cui e' stato girato (piuttosto dimesso, talvolta al limite del documentaristico), ne' mi sono piaciute le solite confuse e tremolanti scene all'interno di navicelle e velivoli.
Strana mi e' sembrata la strumentazione a bordo della navicella spaziale, che appariva decisamente sporca ed usurata, e non capisco il perche'.
Un po' piu' originale la parte relativa all'allunaggio, con il silenzio totale che incombe assieme al desertico panorama lunare dai forti contrasti in bianco e nero.
Anche la musica, di Justin Hurwitz, mi e' sembrata piuttosto elementare e banale.
Detto questo posso invece affermare che a mia moglie e' piaciuto (musica compresa).
Voto: 6/10
