Share - (Pippa Bianco, 2019) - Recensione - Con Rhianne Barreto, Charlie Plummer, Poorna Jagannathan, J.C. MacKenzie, Nicholas Galitzine
Mandy e' una sedicenne del tutto normale, alla quale piacciono i ragazzi, piace andare alle feste e sballarsi un po'.
Dopo una di queste feste si ritrova sola, addormentata su un prato vicino a casa con dei lividi sui polsi e (poi scoprira') sulla schiena.
Non ricorda nulla di quello che e' accaduto.
Presto ricevera' dei messaggi contenenti un breve e confuso video che comincia a circolare in rete nel quale si intravede una situazione fondamentalmente goliardica con lei, svenuta e con i pantaloni un po' abbassati, al centro dell'attenzione di un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali non capisce chi possano essere o non riconosce.
Da quel momento si sentira' per tutto il film dal suo smartphone il suono relativo alla ricezione di notifiche delle quali non si vedra' mai il contenuto ma si intuisce che molti dei messaggi (impossibili da bloccare in quanto il numero del o degli autori cambia) non e' sicuramente gentile (haters?).
Lei inizialmente vorrebbe non fare e non dire nulla a nessuno, ma i genitori vengono a scoprire il cyberbullismo a cui e' sottoposta la ragazza e la convincono a denunciare l'accaduto, attirandosi in questo modo le piccole o grandi ripicche della societa' e di alcuni genitori, che tendono ad isolare la ragazza e a consigliargli di cambiare scuola...
La giovane regista e sceneggiatrice Pippa Bianco basa la sua storia su interviste che ha fatto con adolescenti che si sono ritrovati in situazioni simili, e probabilmente anche per questo il film risulta estremamente credibile, anche se alcuni aspetti lasciano perplessi (ad esempio, perche' non c'e' stata nessuna visita medica?)..
Share e' un film centrato sul potere che puo' avere la rete in questi casi, con la condivisione (share) di messaggi e filmati che diventano presto "virali" e possono determinare le scelte di vita delle persone coinvolte.
Il film, per fortuna, non contiene immagini o linguaggi particolarmente violente o esplicite, lasciando tutto il discorso (alla fine peraltro un po' criptico) a livello psicologico.
Interessante il modo in cui Pippa Bianco ha girato il lungometraggio (tratto da un corto che aveva girato precedentemente) e molto brava e credibile la giovane protagonista, interpretata da Rhianne Barreto.
Voto: 8/10
