La mélodie - (Rachid Hami, 2017) - Recensione - Con Kad Merad, Samir Guesmi, Alfred Renely, Jean-Luc Vincent, Tatiana Rojo
Parigi.
In una scuola media inferiore che piu' multietnica di cosi' non si puo', provano ad organizzare un coprso volontario di violino.
A tenerlo c'e' Simon, un violinista cinquantenne, in crisi sia personale che professionale, momentaneamente senza contratto di lavoro come concertista (cosa a cui aspirerebbe).
E' la prima volta che lavora con dei bambini, e, inizialmente, si vede. La classe e' molto turbolenta, e gli elementi disturbatori non mancano.
C'e' pero' anche Arnold, un ragazzino di origine africana che sembra avere una passione innata per lo strumento e voglia di imparare. Forse grazie a lui, il disilluso Simon riesce ad andare avanti e a portare la (musicalmente e non solo) disastrosa classe ad un buon livello che permette loro di esibirsi a fine anno nella prestigiosa sala della Filarmonica di Parigi.
La mélodie e' un film al quale l'attore e regista di origine algerina Hichard Hami ha contribuito alla sceneggiatura.
Un film di riscatto attraverso la musica dei ragazzini appartenenti ad una banlieue (non particolarmente degradata) parigina.
Tutto sommato si tratta di ragazzini abbastanza ben seguiti dai genitori, che aiutano la scuola a recuperare una sala prove dopo che quella all'interno dell'istituto e' andata a fuoco per un cortocircuito.
Direi un film molto ben fatto, non spudoratamente ottimista, anche se con progressi delle qualita' musicali dei piccoli violinisti un po' troppo repentini...
Quello che c'e' nel film non e' completamente inventato. E' infatti ispirato a "Demos", una iniziativa adesso presente in tutta la Francia organizzata dalla Filarmonica di Parigi che ha lo scopo di portare la musica classica in zone delle citta' e del paese meno attrezzate sotto questo aspetto.
Voto: 8/10
