Momenti di trascurabile felicita' - (Daniele Luchetti, 2019) - Recensione - Con Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco
Paolo Federici in sella al suo scooter sta tornando a casa dal lavoro.
Il suo modo di guidare in un certo punto e' pericoloso, ma calcola il rischio, e sa che, scegliendo accuratamente la tempistica, puo' passare con il rosso ad un certo semaforo risparmiando qualche decina di secondi.
Gli e' andata bene centinaia di volte, ma quel'ultima volta no.
L'impatto contro il furgone e' violento e letale.
Si ritrova "in cielo" in una specie di ufficio che assomiglia a quelli del catasto, in attesa assieme a molti altri "defunti" chiassosi e vocianti.
Arriva il suo turno per parlare con il burocratico impiegato, che si accorge di un errore dei dati in suo possesso: per la data di morte, non avevano tenuto conto dei "centrifugati", notoriamente benefici.
A causa di cio', gli viene riconosciuto un limitato periodo di "bonus" (un'ora e mezza circa) che potra' trascorrere in terra, tornando da amici, moglie e figli.
Come riuscire a fare tutto quello che vorrebbe in quel breve periodo?
Momenti di trascurabile felicita' e' un film tratto da 2 romanzi di Francesco Piccolo, uno omonimo e l'altro, "Momenti di trascurabile infelicita'", che e' il sequel del primo.
L'adattamento cinematografico e' opera di Francesco Piccolo e del regista, Daniele Lucchetti.
Pif (Pierfrancesco Diliberto) e' il protagonista assieme a Thony (Federica Johanna Victoria Caiozzo), la moglie, e all'impiegato "celeste" Renato Carpentieri.
Le interpretazioni sono ottime. Pif (che mi sembra il meno attore dei 3) interpreta (come sempre) se stesso, e forse proprio per questo rende il film, certamente surreale, quasi credibile.
Una pellicola divertente, leggera ma non banale, con spunti (quasi) sempre originali e illuminanti.
Voto: 8/10
