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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

The Post - (Steven Spielberg, 2017) - Recensione - Con Meryl Streep, Tom Hanks, Sarah Paulson, Bob Odenkirk, Tracy Letts, Bradley Whitford

petardo

 

Di solito non mi piacciono I film americani di politica e giornalismo: sono convulsi e caotici e presentano un sacco di situazioni e personaggi di cui, soprattutto non essendo statunitensi, non si capisce assolutamente nulla.

Questo film sfugge in parte a questa regola, ma la sfiora abbastanza da far si` che io sia l’unica della famiglia a essere rimasta sveglia fino alla fine; mio marito e` crollato dopo venti minuti.

Mi attirava un po’ la collocazione storica della vicenda: in piena guerra del Vietnam, un periodo a cui le persone della mia eta` (a dire il vero un po’ piu` grandi di me) si sono affezionate per molti motivi. In primis, perche` coincide piu` o meno con la loro gioventu`. Poi, perche` I movimenti di protesta scatenati dall’orrore di quella guerra si sono diffusi in tutto il mondo provocando l’insorgere di nuove speranze, nuovi modi di pensare, nuovi comportamenti. Infine, perche` colonna sonora di tutto questo era una musica aggressiva, graffiante e meravigliosa. Dove poi siamo finite tutte queste speranze di cambiamento e tutto questo impegno, e` una considerazione triste che non voglio affrontare qui. Ma mi rimane la nostalgia per quel mondo nuovo che si sarebbe potuto costruire e che sembrava di potere vedere semplicemente affacciandosi alla finestra. Ma torniamo al film.

 

In piena Guerra del Vietnam, dicevo, un giornalista superinformato e superaccreditato realizza che cio` a cui sta assistendo e` un orrore e, frugando di nascosto nei documenti top-secret a cui ha accesso, scopre che si tratta di una guerra provocata e costruita, che migliaia di giovani americani sono stati mandati al fronte in condizioni orribili con motivazioni falsificate, per questioni di potere. E a questo punto, il giornalista “integrato” si ribella, ruba i dossier  (migliaia di pagine) e li passa al New York Times che per questo finisce sotto processo. Intanto si racconta la vicenda di un altro giornale, il Washington Post, fino ad allora giornale “minore”, gestito dalla figlia del fondatore in sostituzione del marito morto a cui la direzione era stata originariamente lasciata.

Questa “figlia del fondatore”, Katharine Graham (Meryl Streep) e` in realta` una non giovanissima “signora bene”, dedita al frequentare le sue amicizie importanti e ai nipotini, ma si trova davanti una patata bollente quando il direttore del giornale (Tom Hanks) entra anche lui in possesso dei dossier segreti e vuole pubblicarli.

Non voglio addentrarmi di piu` nella trama. La storia in molte cose assomiglia alle solite storie americane di lotta per il successo, con la variante dell’enfasi dedicata al personaggio di Katharine che, unica donna in un mondo di uomini e quindi sempre poco considerata, con la perfetta messa in piega, il filo di perle  e la borsetta, prendendo la decisione “rischiosa ma giusta” riesce a risollevare in un colpo solo le sorti del suo giornale e la sua immagine personale, rendendo per di piu` un servizio alla causa della protesta contro la guerra e alla parte onesta (e fino ad allora ignara) della popolazione Americana.

Naturalmente qui un po’ di trionfalismo americano e` d’obbligo. Naturalmente I politici americani ci fanno una figura pessima. Naturalmente e` cambiato tutto per non cambiare nulla.

Ma a mio parere e` un bel film, grazie a una regia che riesce a raccontare la storia con un taglio diverso e a due prove attoriali, com’e` ovvio aspettarsi, magnifiche.

 

Voto: 7.5/10
 

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