Sicilian Ghost Story - (Fabio Grassadonia, Antonio Piazza, 2017) - Recensione - Con Julia Jedlikowska, Gaetano Fernandez, Corinne Musallari, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro
In una Sicilia che talvolta si fa fatica a capire che e' Sicilia, vive Luna, una ragazzina di 13 anni.
Sua madre ha un aspetto decisamente siculo, nell'abbigliamento e nell'acconciatura, ma e' (stranamente) svizzera, sposata con un siciliano di cui si intuisce possa avere in qualche modo legami con la mafia.
Il periodo narrato e' precedente a quello dei cellulari. Nel piccolo paese adagiato in una valle, Luna comunica con la sua migliore amica con una specie di alfabeto morse tramite torce elettriche.
A Luna piace Giuseppe, suo coetaneo e compagno di classe. Per ragioni non esplicite ma intuibili, questa amicizia e' fortemente ostacolata dalla famiglia.
Ma Giuseppe scompare, e tra l'omerta quasi indifferente che circonda la sparizione, l'unica che ha il coraggio di cercare la verita' e' Luna...
Il film sceneggiato e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, e' liberamente tratto dal romanzo "Un cavaliere bianco" scritto da Marco Mancassola, che racconta la vicenda della sparizione del figlio del mafioso pentito Santino Di Matteo.
Non e' pero' il "solito" film sulla mafia. Tratta infatti spesso l'argomento con accenti onirici e talvolta fiabeschi.
La cosa e' certamente nuova ed encomiabile, ma a mio avviso l'obiettivo e' stato solo parzialmente centrato, in quanto talvolta la storia diventa difficilmente leggibile. A questo si aggiunge la recitazione un po' acerba dei protagonisti.
Buono, ma migliorabile.
Voto: 7.5/10
