A privare war - (Matthew Heineman, 2018) - Recensione - Con Rosamund Pike, Jamie Dornan, Tom Hollander, Stanley Tucci, Greg Wise, Faye Marsay
A private war racconta la storia della corrispondente di guerra del Sunday Times Marie Colvin.
Nonostante la pedita dell'uso di un occhio a causa di una esplosione in Sri Lanka, dove era per un servizio giornalistico che lei stessa aveva scelto sebbene sconsigliata, Marie continuera' il suo lavoro nel piu' pericoloso dei modi, cercando di cacciarsi effettivamente nelle guerre in giro per il mondo, sia ad intervistare i potenti coinvolti che, soprattutto, tra la povera gente e le popolazioni sottoposte a privazioni e violenze.
Lo scopo era quello di capirne lo stato per poi raccontarlo con efficacia al mondo. La missione sara' per lei una sorta di guerra privata.
Questo incidera' profondamente sulla sua vita affettiva e sulla sua psiche, e i ricordi delle situazioni piu' estreme ritorneranno come fantasmi nella sua mente...
Chiaramente non e' un film per persone facilmente impressionabili, date le tematiche e le crude immagini presenti.
Buona la prova di Rosamund Pike nel rappresentare una donna coraggiosa al limite dell'incoscenza tanto che talvolta fa arrabbiare per le sue scelte estreme e apparentemente (o realmente) avventate volte a perseguire la sua "missione".
Il film e' tratto dall'articolo dedicato a Marie Colvin che Marie Brenner fece nel 2012 su Vanity fair dal titolo "Marie Colvin’s Private War".
Voto: 8/10
