Teneramente folle - (Maya Forbes, 2014) - Recensione - Con Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide, Beth Dixon
La famiglia di Cam (con una bella moglie di colore e due simpatiche figlie) sarebbe una tranquilla famiglia che vive nell'America degli anni '70 se non ci fosse di mezzo una sindrome maniaco-depressiva.
Cam, infatti, ha sviluppato un disturbo di tipo bipolare. I suoi atteggiamenti, tra il sovreccitato e il depresso, gli hanno fatto perdere il lavoro.
Per riuscire a dare un futuro alle proprie figlie la moglie Maggie, che non riesce a trovare un lavoro decente a Boston, si trasferisce a New York dove e' stata accettata ad un master in business administration.
A tenere le figlie (o forse sono le figlie che accudiscono lui), ci dovra' pensare Cam...
Pare che la storia raccontata in "Teneramente folle" sia, almeno in parte, l'autobiografia della sceneggiatrice e regista Maya Forbes.
Il punto di forza della pellicola e' sicuramente la naturalezza con la quale e' scritto e recitato, in particolare da parte di Zoe Saldana (Maggie) e le figlie, interpretate da Imogene Wolodarsky (curiosamente dalla pelle bianca) e Ashley Aufderheide.
Forse anche per la parte che deve interpretare, la prova di Mark Ruffalo (Cam) risulta essere un po' sopra le righe e talvolta irritante.
Nel complesso, un film simpatico e originale.
Voto: 8/10
