La sconosciuta - (Giuseppe Tornatore, 2006) - Recensione - Con Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Clara Dossena, Pierfrancesco Favino
Un film “buio”, dove I toni scuri della maggior parte delle scene accompagnano una storia durissima.
La sconosciuta e` Irena, una ex prostituta ucraina immigrata in una immaginaria citta` del Nord-Est, vicino a Trieste. Una citta` di ricchi orafi, dove lei cerca lavoro come badante o baby sitter.
Con l’aiuto interessato (ai soldi, ma non solo) di un portiere riesce a farsi assumere come baby sitter in una facoltosa famiglia, dove c’e` una bambina, Tea, che ha una specie di problema di salute (si fa male continuamente perche` non si accorge degli ostacoli) e una madre, orafa anche lei, un po’ distratta.
La storia e` complessa e riemerge a poco a poco, tra flashback da cui si intuiscono storie terribili di sevizie subite da Irena durante il passato di prostituta.
Tra Irena e Tea si crea un rapporto speciale e alla fine scopriremo il perche` dalla parte di Irena: era stata costretta dal suo “protettore”, soprannominato Muffa, a rimanere incinta 7 volte in 9 anni per poi vendere il bambino a coppie in cerca di adozione, e si era convinta che l’ultimo di questi bambini fosse proprio Tea.
La verita` completa emerge solo alla fine, dopo che Irena sara` riuscita ad uccidere Muffa e sara` per questo arrestata e rimpatriata. E scoprira` che Tea non e` sua figlia.
Ma Tea le vuol bene, e andra` in Ucraina appositamente per rivederla...
E` sicuramente un bel film, ma “pesante”, porta in superficie una storia di quelle che non conosciamo o forse cerchiamo o di non conoscere.
La condizione di buona parte delle donne immigrate in Italia e` veramente tragica e in questo senso il film ha un elevato contenuto sociale.
E` anche girato quasi come un thriller, complessivamente e` angosciante. Un bel film che mette inquietudine, ricco di colpi di scena e interpretato dai migliori attori del cinema italiano (Favino, Haber, Placido, Claudia Gerini, la bravissima protagonista Ksenia Rappoport), e giustamente molto premiato. Per una serata non esattamente di relax, ma di denuncia.
Voto: 7.5/10
